Innovazione sociale, l’Hub “Connecting ideas”

Innovazione sociale, l’Hub “Connecting ideas”

Favorire la condivisione, stimolare la creatività, creare uno spazio di apprendimento alternativo che sia di aiuto alla comunità scolastica ma anche ai cittadini: questi gli obiettivi di “Connecting ideas”, l’hub sviluppato a Torino dai ragazzi della IV A del liceo “A.Volta”. Per connettere le idee, i liceali hanno riqualificato una ex scuola in disuso, creando appunto uno spazio aperto a tutti: un polo multi attività che nasce dal loro progetto di alternanza scuola-lavoro. L’incontro fra le esigenze dei ragazzi del liceo e la professionalità di due architetti ha attivato un rapporto di design, partecipato ideato e condotto da SocialFare® e OrtiAlti.
“Con l’HUB vogliamo che la scuola diventi un gioco di vita, un luogo in cui si stimoli l’interesse e il desiderio di imparare attraverso la sperimentazione, la creatività e il confronto con nuove esperienze”, si legge nella descrizione del progetto.  Alla sua base c’è infatti la convinzione che la scuola sia un bene comune da ripensare, rigenerare, riprogettare, per essere più vicina all’evoluzione delle attività degli studenti e aperta alla comunità (quartiere, associazioni, comitati, etc.) che la circonda. Da qui le azioni per rimodellare l’edificio: la ricerca, la progettazione degli spazi, il coinvolgimento della comunità.
La rigenerazione degli spazi è un tema di grande attualità. La crescente disponibilità di spazi inutilizzati a causa della chiusura di fabbriche e strutture industriali così come la dismissione di immobili da parte dello Stato, ben si coniuga con l’esigenza di spazi di socialità e di condivisione da parte della cittadinanza. E il lavoro, con le sue evoluzioni, è coinvolto in prima linea : il proliferare di spazi come coworking e fablab lo testimoniano

Uno spazio flessibile per i tre momenti della giornata

Connecting Ideas si propone di reinventare l’edificio adattandolo alle tre diverse fasi della giornata. Al mattino gli studenti avranno la possibilità di disporre di un ambiente accogliente in cui poter aspettare l’inizio delle lezioni, dedicandosi alla lettura o al ripasso delle lezioni scolastiche. Gli arredi saranno organizzati in modo da facilitare le attività: gruppi di quattro banchi uniti per consentire lo studio individuale. L’aula inoltre offrirà delle zone organizzate con sedute in pallet che faciliteranno il dialogo e lo scambio tra gli studenti. Una piccola biblioteca metterà a disposizione libri e riviste per lo studio e lo svago.

Nel pomeriggio l’HUB diventerà uno spazio in cui poter studiare individualmente e svolgere lavori di gruppo. L’aula sarà predisposta per organizzare lezioni di didattica alternativa e workshop. I due gruppi di tavoli verranno uniti per creare un unico grande piano di lavoro per aumentare la comunicazione all’interno del gruppo. Mentre la sera, la scuola aprirà ad attività diverse, ospitando cineforum, conferenze e laboratori; stimolando la contaminazione tra le idee ma anche tra studenti, lavoratori, cittadini.
La pedana in legno verrà utilizzata come un vero e proprio palco per ospitare performance di vario genere. Le sedie verranno disposte a semicerchio per facilitare l’ascolto e l’apprendimento.

Un progetto in crowdfunding

Un progetto così moderno e fresco non poteva non attingere ad una delle forme di finanziamento digitali più diffuse: il crowdfunding.
Alcuni studenti si sono occupati di realizzare una campagna di comunicazione e marketing, altri un video per informare sul progetto, altri si sono concentrati sull’aspetto più commerciale,  coinvolgendo con il loro entusiasmo molti commercianti: dal bar della scuola che destina parte della vendita dei panini alla progettazione e realizzazione dell’hub, Connecting Ideas, al bistrot che ha dedicato una pietanza al progetto, fino all’ideazione del concorso “Tutti per uno”, una gara fra le classi a chi raccoglie maggiori fondi.
Un modo per coinvolgere e creare una community che poi è l’arma vincente di ogni campagna di crowdfunding. Ma soprattutto una bella esperienza per la scuola e per la città.

Fonte: cliclavoro.gov.it

27 aprile 2017 / by / in

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